Particolarità
Il periodo in cui il vino veniva portato in montagna era non a caso quello autunnale, cioè poco prima che la baita di montagna venisse chiusa per affrontare il lungo inverno. Il vino "svernava" così in particolari condizioni climatiche e lo si poteva poi ritrovare in primavera, al momento di riaprire la baita e tornare a frequentare la Val Belviso.
Gradazione alcolica
13% vol.
Una delle ultime "creature", in ordine temporale, di Cantina Nera. Questo vino ha una storia e un ricordo affettuoso, molto particolare per i fratelli Nera: veniva infatti portato, dal papà Piero, nella sua baita situata in Val Belviso (da qui il nome), a 1380 m. slm, nel cuore delle Alpi Orobie Valtellinesi. La baita ricade nel territorio comunale di Teglio, sul versante situato proprio di fronte alle Alpi Retiche e, in particolare, alla zona Valgella, le cui uve sono utilizzate per la sua produzione.
Perché è un vino franco, rispettoso del nobile vitigno Nebbiolo "Chiavennasca", dal quale trae la sua origine, contraddistinto da un’ottima versatilità per gli abbinamenti gastronomici. Ottimo in accompagnamento alla polenta con salsicce o funghi, nonché con le trote fario che possiamo trovare nei laghetti alpini naturali, oltre i 2.000 mt. di quota.
Gradazione alcolica
13% vol.
Prodotto in Italia
Contiene solfiti
Awards
Riconoscimenti
Riconoscimenti e valutazioni dalle principali guide di settore
AIS “Vitae”; Viniplus AIS Lombardia; Guida Oro I Vini di Veronelli; Guida Vinibuoni d’Italia; Il Golosario di Paolo Massobrio; Guida Essenziale ai Vini d’Italia di Daniele Cernilli.