I vini della Valtellina rispecchiano il carattere caparbio dei suoi abitanti e, ovviamente, sono una delle espressioni più simboliche e autentiche del territorio dal quale provengono.
La nostra è una valle veramente unica, in particolare per le favorevoli condizioni climatiche e per l’esposizione est/ovest, che la rende diversa dalla maggior parte delle vallate Alpine.
Il paesaggio rurale storico che accoglie il visitatore in Valtellina è impreziosito dai terrazzamenti.
Tutti esposti verso sud e sul versante Retico delle Alpi rappresentano un forte elemento identificativo e paesaggistico del territorio. Quasi 2.500 km di muretti a secco, sui quali sono attualmente presenti circa 750 ettari vitati. È importante sottolineare che, dal 2018, l’Unesco ha inserito l’arte di costruire i muretti a secco (in tutto il mondo) come bene immateriale.
Il lavoro su questi terrazzamenti è tutt’altro che semplice: storicamente, a causa della conformità del territorio, difficile da sfruttare e coltivare, la viticoltura valtellinese è sempre stata definita “eroica”, anche perchè il lavoro è quasi totalmente manuale. Per ogni ettaro di vigneto in Valtellina occorrono mediamente, in un anno, tra le 1200 e le 1400 ore di lavoro.
Un altro gravoso e costoso lavoro è richiesto per la manutenzione del territorio.
I muretti a secco, se vengono abbandonati, rischiano di crollare. La famiglia Nera, nel corso degli anni, si è sempre impegnata nel preservare e tramandare questo metodo tradizionale di viticoltura che dà lavoro a tanti abitanti della zona. Il viticoltore è quindi sia custode che protettore del territorio in cui opera quotidianamente.



